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Deficit di bilancio: minaccia resilienza in Africa orientale

Da Sergio Matalucci
Pubblicato 25 settembre 2026
Nonostante disponga di linee guida politiche consolidate e di dati economici chiari che dimostrano come ogni singolo scellino investito nella preparazione preventiva ai cambiamenti climatici generi un ritorno di circa quattro scellini, i bilanci nazionali della Tanzania continuano a destinare fondi insufficienti alle misure di adattamento proattive, affermano i ricercatori della LSE.
La Tanzania si distingue per le sue politiche climatiche consolidate e mandati istituzionali espliciti volti ad affrontare il peggioramento dei cicli di inondazioni e gravi siccità. Tuttavia, secondo un recente rapporto dell'Istituto di ricerca Grantham sui cambiamenti climatici e l'ambiente presso la London School of Economics (LSE), un persistente divario nell’attuazione lascia le comunità in una situazione di vulnerabilità.
I bilanci nazionali destinano sistematicamente risorse insufficienti alle infrastrutture di adattamento proattive e preventive necessarie per mitigare i rischi prima che si verifichino eventi meteorologici estremi. Questo cronico sottofinanziamento persiste nonostante le prove economiche inequivocabili dimostrino che ogni singolo scellino investito nella preparazione ai cambiamenti climatici genera un ritorno economico di circa quattro scellini.
La metodologia ha individuato le dinamiche interne specifiche del ciclo annuale del bilancio nazionale, nell’ambito del quale l’assegnazione delle risorse destinate alla mitigazione dei rischi climatici viene sistematicamente messa in secondo piano. Questo strumento diagnostico individua con precisione in che modo e in quali ambiti la preparazione delle infrastrutture critiche venga soppiantata da priorità statali concorrenti a breve termine. L’analisi, che si basa su 43 interviste condotte nel 2025 in collaborazione con soggetti governativi e non governativi, ha individuato diversi fattori alla base di questo deficit di investimenti:
Distorsione reattiva da crisi: Una cultura istituzionale profondamente radicata che privilegia i finanziamenti destinati alla risposta alle emergenze rispetto all’allocazione di risorse per la prevenzione.
Asimmetria dei mandati: Gli enti di coordinamento hanno responsabilità giuridiche in materia di pianificazione climatica, ma non dispongono dell'effettiva autorità esecutiva necessaria per disporre dei fondi statali.
Metriche di monitoraggio vaghe: I sistemi di monitoraggio attualmente in uso sono troppo generici per individuare i settori in cui i finanziamenti destinati all'adattamento ai cambiamenti climatici risultano insufficienti.
Poiché queste carenze strutturali sono cumulative e si autoalimentano, i singoli attori o i singoli ministeri non possono rompere autonomamente il circolo vizioso della carenza di investimenti. La Tanzania è già pienamente consapevole di questi rischi; il paese Piano nazionale di adattamento (2025–2035) e Strategia nazionale di risposta ai cambiamenti climatici (2021–2026) riconoscono esplicitamente che la resilienza richiede un investimento iniziale di capitale. Tuttavia, le ambizioni strategiche non si sono ancora tradotte in progetti pubblici finanziati.
Per affrontare queste vulnerabilità sistemiche è necessario un intervento immediato e di grande impatto nelle fasi fondamentali della pianificazione delle finanze pubbliche. Gli autori del documento raccomandano di integrare direttamente nella Linee guida nazionali in materia di pianificazione e bilancio emesso dal Ministero delle Finanze e dall’Ufficio del Presidente – Pianificazione e Investimenti.
Questo cambiamento normativo costringerebbe i dipartimenti statali, i ministeri e gli enti municipali a integrare la pianificazione di beni resilienti ai cambiamenti climatici direttamente nelle loro richieste annuali di investimenti. Inoltre, per garantire la responsabilità a lungo termine, la spesa per l’adattamento deve essere separata dalla rendicontazione ambientale generale. L’attuazione di una destinazione specifica delle risorse nel bilancio pubblico, un monitoraggio trasparente dei progetti e la pubblicazione tempestiva delle bozze di bilancio per un controllo pubblico in tempo reale consentiranno ai promotori di progetti internazionali, alla società civile e agli investitori nelle infrastrutture di verificare se i fondi siano effettivamente destinati alla difesa climatica in prima linea.